L'Aquila, centro storico, piazzale Paoli, 2013, Sergio Camplone

La zona Campo di Fossa, per secoli non è mai stata edificata. Una contrada popolata da spettri un luogo usato per le esecuzioni di condanne a morte. Poi una spianata usata per le baracche del terremoto del 1461, del 1703 e quello marsicano del 1915. Insomma un quartiere maledetto. Campo di fossa è il nome dell’intera zona all’estremità meridionale del perimetro fortificato de L’Aquila che nasce sulla base di un unico progetto di inurbamento fatto nella metà del Duecento. La maledizione, si estinguerà, soltanto quando tutte le chiese, tutti i monasteri e tutti i conventi del Campo di Fossa, scompariranno o per terremoti o diventeranno irriconoscibili a seguito di ristrutturazioni e mutamenti di destinazione. Nel 1883, L’Aquila organizza un festival di solidarietà a favore del devastante terremoto che ha distrutto la città di Ischia, proprio nel Campo di Fossa, che diventerà a breve il quartiere più “in” della città, dove inizia una intensa speculazione edilizia. Con la famosa “esposizione universale del 1888”, a Campo di Fossa ci fu il Concorso Agrario Regionale, agosto 1888, che ne sancì la definitiva affermazione.
Fotografia digitale
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