Il progetto Atlante. La forma dei luoghi nasce dalla volontà di indagare l’immagine del paesaggio aquilano con l’obiettivo di raccogliere nel tempo lavori autoriali capaci di contribuire alla costruzione di un archivio fotografico a più voci. L’intento è quello di documentare le trasformazioni del territorio aquilano e le esperienze direttamente o indirettamente legate al sisma del 2009.
Attraverso una mappa interattiva, la piattaforma web permette di esplorare le costellazioni, ovvero gruppi di immagini che mettono in relazione diversi luoghi indagati dai progetti fotografici presenti nell’archivio.
Le funzioni di ricerca e ordinamento per luogo, anno e fotografo all’interno della sezione archivio consentono di accedere all’intero corpus di immagini presenti nella piattaforma e di approfondire i singoli lavori fotografici, così come le relazioni che si instaurano tra i diversi lavori. Ogni immagine è accompagnata dall’indicazione del luogo, da una breve descrizione e dalle relative coordinate geografiche; allo stesso modo, ogni costellazione è introdotta da un titolo e da un testo che ne orienta la lettura, creando una trama di rimandi tra immagini, luoghi e memorie.
Il comitato scientifico 2025, composto da Chiara Capodici, Veronica Daltri, Arianna Rinaldo e Raffaele Vertaldi, ha valutato le proposte ricevute selezionando i lavori fotografici entrati a far parte del progetto. Il loro contributo ha permesso di ampliare l’archivio e di generare nuove prospettive di indagine e interpretazione del paesaggio aquilano.
È attualmente aperta la call 2026, finalizzata ad ampliare ulteriormente l’archivio e ad accogliere nuovi sguardi e nuove ricerche sul territorio.
Il comitato scientifico 2026 di Atlante. La forma dei luoghi - la cui composizione sarà resa nota nel mese di settembre - invita singoli autori e collettivi a partecipare alla nuova open call, presentando progetti fotografici dedicati all’indagine del paesaggio aquilano e delle esperienze direttamente o indirettamente connesse al sisma del 2009.
Le proposte possono essere inviate dal 31 marzo al 31 luglio 2026, i risultati del bando saranno comunicati agli inizi di ottobre e i lavori selezionati verranno pubblicati a novembre 2026.
Le proposta di partecipazione al bando dovrà essere inviata all’indirizzo email proposte@laformadeiluoghi.it e dovrà contenere una biografia (di tipo descrittivo senza link esterni di max 1500 battute, formato pdf), un testo descrittivo del lavoro (di max 2000 battute, formato pdf) e una cartella contenente una selezione di minimo 10 massimo 20 immagini (in formato jpg, 1024 px lato lungo, 72 dpi).
L’archivio della piattaforma web accoglierà i lavori fotografici selezionati nella loro interezza.
Nella seconda fase della selezione, nel mese di ottobre 2026, verrà chiesto all'autore selezionato di fornire, per ognuna delle fotografie, una breve didascalia contenente luogo, soggetto, mese e anno di realizzazione, una breve descrizione dell’immagine, tipologia di fotografia e le sue coordinate geografiche.
Esempio:
Camarda (L'Aquila), area di accoglienza, novembre 2015
Area di accoglienza a ridosso del centro storico. Le aree di accoglienza sono luoghi di prima accoglienza in cui la popolazione riceve le prime informazioni sull’evento e i primi generi di conforto, in attesa di essere sistemate in strutture di accoglienza adeguate.
/ Fotografia digitale / N 42.390701 E 13.495509
Il fruitore della piattaforma potrà così cercare e ordinare le immagini per luogo, anno e autore. Oltre a ciò, potrà visualizzare le anteprime delle fotografie, leggere le schede dettagliate e visualizzarle sulla mappa.
La mappa ospiterà le sequenze fotografiche - costellazioni - che ogni autore sarà libero di estrapolare dal proprio lavoro. Sarà possibile realizzare da 1 a 3 costellazioni, ognuna delle quali composta da un minimo di 3 a un massimo di 10 fotografie. Ogni costellazione dovrà essere corredata da un titolo e un breve testo introduttivo (massimo 2000 battute).
Informazioni specifiche sulla modalità di consegna dei materiali finali saranno fornite ad ogni autore selezionato.
Per informazioni è possibile inviare un’email a info@laformadeiluoghi.it
Biografie
Fabio Barile nasce a Barletta nel 1980 e si diploma in fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze nel 2007. Nello stesso anno è tra i 15 finalisti del premio Atlante Italiano 007 e il suo lavoro viene esposto al MAXXI di Roma. La sua ricerca prende avvio nel 2005 con Among, un progetto sull’erosione costiera che interessa 1500 km di litorale italiano. Quest’opera segna l’inizio di un’indagine sui processi naturali che modellano il paesaggio. Pubblicato nella collana Visions and Documents (Documentary Platform), Among è stato esposto in diverse mostre collettive, tra cui Tempi Osceni (Centre d’Art Dominique Lang) e Athens Photo Festival 2009. Nel 2017 espone alla Galleria Matèria e, successivamente, presenta An Investigation of the Laws Observable in the Composition, Dissolution and Restoration of Land presso l’ICCD di Roma, in dialogo con materiali d’archivio. Nel 2019 partecipa, insieme a Domingo Milella, alla mostra Le Forme del Tempo alla Fondazione Pescheria di Pesaro. Tra il 2019 e il 2020 prende parte alla mostra internazionale On Earth – Imaging, Technology and the Natural World (Rencontres d’Arles, FOAM Amsterdam, Le Lieu Unique Nantes). Nel 2020 FOAM Magazine pubblica un portfolio tratto da Works for a Cosmic Feeling, che nel 2021 è finalista al MACK First Book Award ed è oggi edito da Witty Books.
Roberto Boccaccino lavora spesso con l’immagine e la fotografia. Negli anni è stato autore di ricerche sullo spazio pubblico e sull’immaginario che lo circonda. I suoi lavori sono stati pubblicati da magazine italiani e internazionali ed esposti in Europa e Nord America. Nel suo lavoro utilizza la fotografia non soltanto come mezzo documentativo, ma anche come strumento di interazione e di indagine, conducendo attività di community engagement e installazioni site-specific. Negli anni ha ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Premio ATF FNAC e il primo premio nella categoria ritratto al Årets Pressefoto (Danish Press Photo), oltre ad essere stato finalista in selezioni come lo Joop Swart Masterclass, il Premio Gabriele Basilico, il Premio Graziadei, il Lumix Photojournalism Multimedia Award. Scrive frequentemente per altri e per sé. Nel 2018 è uscito il suo primo libro “Storie Note”, seguito nel 2020 da “Truth or Consequences”, edito da Skinnerboox, e da “La fine del mondo come abitudine”, Edizioni Fantasma, 2024. Vive a Palermo dove, tra le altre cose, fa soprattutto il papà di Samuele e di Nina.
Sergio Camplone (Pescara, 1969). Ha studiato fotografia al c.f.p. Riccardo Bauer di Milano. Tiene laboratori di fotografia nelle università sulla percezione e la rappresentazione dei nuovi paesaggi sociali e urbani. Con la ricerca indaga le relazioni tra i nuovi comportamenti sociali e le trasformazioni del paesaggio urbano. La sua attenzione è rivolta maggiormente all’identità di luoghi soggetti a progressivi mutamenti e trasformazioni nel tempo, mettendo in relazione le inevitabili forme di alterazione del territorio da parte dell’uomo con la sua capacità di mutare il paesaggio, di farsi esso stesso paesaggio.
Nato a L’Aquila nel 1986, ha frequentato il corso triennale di fotografia presso l’ISFCI (Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata) di Roma, diplomandosi nel 2013 con il massimo dei voti. Ha partecipato a workshop con fotografi di rilievo come Riccardo Venturi, Emiliano Mancuso, Davide Monteleone e Martino Lombezzi. Fotografo professionista dal 2014, si concentra principalmente sul paesaggio urbano e sul legame tra questo e l’essere umano. Un ulteriore ambito di ricerca è il rapporto tra l’uomo e la tecnologia. Nel 2018 ha vinto il premio Canon Giovani Fotografi con il progetto “L’oro di Gondo” ospitato poi tra le mostre del Festival Cortona on the Move. I suoi lavori di ricerca sono stati pubblicati su magazine e riviste nazionali e internazionali, tra cui IoDonna, Domus, Internazionale e Wired. I suoi progetti sono stati esposti in diversi festival, tra cui Cortona On The Move, il festival di Kaunas in Lituania e quello di Rovinj in Croazia. Nel 2019 ha partecipato a una residenza d’artista in Valle Varaita, Piemonte, e nello stesso anno ha ricevuto una commissione dall’azienda Targetti, leader mondiale nel settore dell’illuminazione architettonica, per documentarne le attività. Il risultato è stato raccolto in un volume di pregio. Sempre nel 2019, ha aperto uno studio fotografico all’Aquila. Da Gennaio 2024 è docente di Fotografia Generale presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Oltre ai suoi progetti di ricerca, si occupa di lavori commerciali collaborando con architetti, designer ed aziende.
Giovanni Cocco (nato a Sulmona nel 1973) è un artista visivo e fotografo italiano la cui pratica multidisciplinare spazia tra fotografia, giornalismo visivo e progetti concettuali. Il suo lavoro indaga temi complessi come identità, memoria, trasformazione urbana e dinamiche sociali, combinando narrazione visiva e ricerca antropologica. Dopo molti anni di collaborazione con importanti testate italiane e internazionali — tra cui L’Espresso, La Repubblica, Internazionale, Newsweek, Le Monde, National Geographic, Bloomberg Business, Financial Times, Vanity Fair, Io Donna e CNN World — ha proseguito la sua attività editoriale, orientando progressivamente la propria ricerca verso una direzione più personale e concettuale, approfondendo questioni sociali e antropologiche. Tra il 2016 e il 2022 ha pubblicato quattro monografie: Monia (2016, selfpublish), Burladies (2018, selfpublish), Displacement (2021, Postcart Edizioni) e Naples (2022, MareVerlagh). Il suo lavoro è stato esposto in festival, gallerie e musei in tutto il mondo, tra cui Art Basel Scope Miami, ZonaMaco Foto a Città del Messico, MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, e MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma.
Nato a L’Aquila nel 1978, dove vive e gestisce lo studio ContrastiUrbani. La sua ricerca indaga i processi di trasformazione dei luoghi e il rapporto tra essere umano, ambiente e tempo, affiancando alla dimensione autoriale l’attività nel campo della fotografia di architettura e di paesaggio. È rappresentato dall’agenzia Contrasto. È docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. I suoi lavori sono stati esposti in Italia, Germania, Francia, e Canada e pubblicati in volumi accademici e in riviste scientifiche e culturali. Le fotografie del suo primo libro “In pieno vuoto” (2013), dedicate alle conseguenze del terremoto del 2009 sull’Aquila e il suo territorio, sono entrate a far parte dell’archivio dell’Istituto Centrale Italiano per il Catalogo e la Documentazione del patrimonio culturale. Dal 2014 collabora con il Kunsthistorisches Institut in Florenz (Istituto Max Planck) nell’ambito del progetto “Storia dell’arte e catastrofi”, ideato e diretto da Gerhard Wolf, Carmen Belmonte ed Elisabetta Scirocco. In questo contesto, stanno per essere pubblicati il volume “Appennino sismico”, dedicato al terremoto in Italia centrale nel 2016-2017, e la piattaforma web Fragile come il paesaggio, un archivio fotografico personale sul tema delle catastrofi e delle modificazioni dei luoghi fragili del territorio italiano.
Laureato in Sociologia alla Sapienza di Roma, successivamente inizio il mio percorso nella fotografia dapprima diplomandomi alla Scuola Romana di Fotografia con un master triennale, e poi partecipando all’Academy della Luz Agency a Milano. Il mio ambito fotografico principale è quello della fotografia documentaria, dell’indagine socio-territoriale e della fotografia di architettura. Nel 2013 partecipo al progetto Confotografia, una residenza collettiva di fotografia urbanistica, architettonica e sociale a L’Aquila; nel 2015 partecipo ad una residenza artistica nell’ambito di un progetto di racconto del territorio della Valle d’Itria; dal 2017 partecipo al progetto di ricerca fotografica MEPh – Matera European Photography con un lavoro sul paesaggio umano della Basilicata; contribuisco al laboratorio Progetto Humania – L’arte di narrare paesaggi tenuto a Borgo La Martella, Matera; realizzo il progetto fotografico Marseille: la Cité Rehabilitée in collaborazione con l’ arch. Marima de Pace, vincitrice della seconda edizione del premio “Beniamino Contini-in viaggio per l’architettura”, promosso da Ordine degli Architetti della Provincia di Matera; nel 2018 prendo parte all’Open Design School, progetto della Fondazione Matera- Basilicata 2019,; lavoro sul Museo archeologico nazionale di Metaponto su commissione del MIBAC / Polo Museale della Basilicata; prendo parte a I-DEA, progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019, come fotografo per il lavoro di ricerca e allestimento di I-DEA; prendo parte alla Residenza Artistica BoCs Art a Cosenza nel 2019, realizzando il lavoro fotografico sulla citta di Cosenza “De Rerum Natura”; realizzo il lavoro “Architetture del ‘900 in Basilicata” per DOCOMOMO Italia. Nel 2023 ho preso parte al Progetto “Futuro Remoto: Attività di catalogazione e digitalizzazione dei beni culturali dei musei della Direzione Regionale Musei Basilicata” realizzando la campagna fotografica dei Beni Archeologici, Numismatici, Artistico Pittorici dei Musei della Basilicata.
Nato a Roma nel 1978. Si laurea al DAMS indirizzo Cinema e Teatro presso l’Università Roma Tre. Interessato all’immagine e alla narrazione visiva, studia reportage e Fotografia Documentaria alla Scuola Romana di Fotografia, diplomandosi sotto la guida di Massimo Siragusa nel 2005. Il suo percorso si orienta fin da subito verso il paesaggio, esplorato come luogo della memoria. Nel 2007 realizza dei progetti sui memoriali della I e II Guerra Mondiale e sui campi d’internamento fascisti, lavori presentati ed esposti negli Usa e in Cina. In seguito la sua ricerca si concentra sulle conseguenze dei disastri naturali, e le trasformazioni del paesaggio. Dal 2010 si è dedicato al terremoto dell’Aquila, documentando le conseguenze del sisma e l’evoluzione dell’area durante la ricostruzione. Nel 2013 ha preso parte a Confotografia, un’indagine collettiva sul territorio aquilano che ha coinvolto fotografi e la comunità locale. Nel 2016 ha lavorato in America Latina, realizzando un progetto sulla tragedia di Armero, in Colombia, dove un’intera città fu spazzata via da un’inondazione di lava e fango causata da un’eruzione nel 1985. Le sue opere sono state esposte alla Triennale di Milano, all’Accademia di Belle Arti, al SiFest e al Roma FotoGrafia Festival; all’estero ha partecipato al Palm Springs Photo Festival e al Pingyao International Photo Festival in Cina, ha tenuto una lecture al College Park del Maryland. Ha pubblicato con Postcart Edizioni, Zoneattive e l’Accademia di Belle Arti.
Massimo Sordi, fotografo e curatore, è docente di Fotografia presso l’Università di Bologna – Dipartimento di Architettura. Direttore artistico del SI Fest (2009-2014) e di OMNEFEST (2016-oggi) ha curato mostre di autori internazionali e progetti fotografici sul territorio. Il suo lavoro si concentra sulla lettura dell’architettura e del paesaggio antropizzato. Ha partecipato a numerose campagne fotografiche su invito – Linea di Confine, Politecnico di Bari, Politecnico di Tirana, Regione Puglia, Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna, Consolato di Ankara, Vastushilpa Foundation di Ahmedabad – contribuendo a progetti di ricerca sui territori e sull’architettura contemporanea. Ha pubblicato la monografia Indian Photographs (Alinea, 2010), suoi progetti sono presente in numerosi volumi, tra i più recenti Water Architecture. Topos (LetteraVentidue, 2022), La fabbrica diffusa (Quodlibet, 2023), Phosphatville (Anteferma, 2024), arneo (Claudio Grenzi ed., 2025). È stato co-curatore del Padiglione Venezia alla XV Biennale di Architettura di Venezia (2016). Dal 2023 cura progetti sull’editoria fotografica contemporanea (Index Naturae, Atlas Aquae), presentati in diversi festival. Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all’estero e alcune sue fotografie sono conservate in collezioni pubbliche come Linea di Confine, C.R.A.F., SIFEST e OMNE. Con il progetto OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est (di cui è fondatore e curatore) ha vinto il bando ministeriale Strategia Fotografia 2024.
Ersilia Tarullo (1997) è fotografa e artista visiva. Cresce a Scanno, nell’entroterra abruzzese, in una famiglia che coltiva la fotografia come passione e mestiere sin dagli anni ’50: fin dall’infanzia entra in contatto con il linguaggio delle immagini. L’ambiente che la circonda e l’eredità familiare contribuiscono a plasmare la sua sensibilità visiva, spingendola progressivamente verso l’attività fotografica. La sua ricerca si muove tra introspezione e indagine sull’identità altrui, con un focus su dinamiche relazionali, memoria e appartenenza. Dal 2016 vive a Roma, dove conclude nel 2020 il ciclo di studi di fotografia presso l’ISFCI – Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, e consegue poi il Master in Fotogiornalismo. Nel 2022 è la vincitrice della sezione Fotografia della Biennale MArteLive Italia con il progetto Un ricordo da me, che analizza l’evoluzione, di generazione in generazione, dell’uso e della narrativa del mezzo fotografico. La sua opera è principalmente incentrata su temi a carattere intimista, ma ricorre alla fotografia come strumento espressivo di indagine sociale. Attualmente coniuga alla ricerca artistica il lavoro di freelance.
Atlante. La forma dei luoghi
Credits
ideato e curato da Antonio Di Cecco
progetto grafico Etaoin Shrdlu Studio
sviluppo Alessandro Curci
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