Anagrafe del danno
Studi, video, film, documenti, libri, giornali sono veramente un oceano in cui è facile perdersi; per questo risulta difficile percepire quale e quanta informazione giunge correttamente a destinazione. Quella che si definisce “memoria collettiva” non è affatto il risultato di un ricordo, bensì di un patto, per cui ci si accorda su quale versione dei fatti ritenere valida. Il sisma del 6 Aprile 2009 è stato preceduto da una serie di fatti e circostanze anche molto lontani tra loro. Anagrafe del danno si muove trasversalmente su fatti, luoghi e personaggi che hanno caratterizzato in qualche modo l’evento. Il mio approccio si caratterizza principalmente sullo studio dei prodromi del terremoto, a partire metaforicamente dal “Mammuth” (Elephas Meridionalis) la foto numero “zero”. L’animale databile più di un milione di anni fa, viveva nella conca aquilana, che all’epoca si presentava come un grande lago chiuso. Questo grosso animale preistorico, stretto oggi nella sua “armatura” insieme al ponteggi che avvolgono l’intero centro storico dell’Aquila; ai suoi infiniti decreti, regolamenti e ordinanze prodotte dallo stato, dagli enti locali e dalla protezione civile e ai suoi infiniti iter giudiziari, è una sorprendente metafora di come sono andate le cose. Questo spinge a riconsiderare il fatto non tanto come conseguenza di qualcosa, ma quanto causa di qualcos’altro, producendo una serie di riflessioni sullo stato delle cose di un territorio “nuovo” modificato fin nelle sue radici più profonde, capace di cambiare irreversibilmente gli assetti urbanistici, sociali e culturali di un’intera città.
Progetto realizzato in occasione di Confotografia 2013, metodi e pratiche di interazione nel territorio. Laboratorio collettivo residenziale volto alla sperimentazione di un metodo d’indagine del territorio basato sullo scambio di conoscenze tra fotografi e cittadini (a cura di Alessandra Chemollo, Roberto Sartor e Antonio Di Cecco).
Gran Sasso d’Italia, Campo Imperatore, 2013, Sergio Camplone
N 42.44283754365827 E 13.559926222631761A Campo imperatore vi è l’albergo, dove Benito Mussolini fu tenuto prigioniero dal 28 agosto al 12 settembre 1943. Il blitz, coordinato dal capitano tedesco Otto Skorzeny, sarebbe poi passato alla storia come Operazione Quercia. Luogo tutt’ora raggiungibile solo tramite la funivia che parte da Fonte Cerreto e, solo d’estate, con l'auto lungo la Statale 17bis che, se bloccata a valle, rende inviolabile l'altopiano. Un luogo facilmente difendibile e difficile da raggiungere. Questa caratteristica unica deve aver fatto balenare l’idea (poi tramontata) alla delegazione Americana per il G8, di istallare il quartier generale di Barack Obama a 2.000 metri di quota sul Gran Sasso, nell’ex prigione del duce.
Paganica (L’Aquila), dintorni del Santuario della Madonna d’Appari, 2013, Sergio Camplone
N 42.36764920163953 E 13.480373407332088Falesia di arrampicata sportiva.
L’Aquila, dintorni del Convento di San Giuliano, 2013, Sergio Camplone
N 42.372789458477726 E 13.390077975881935Voragine aperta dopo il sisma.
Pettino (L’Aquila), complesso residenziale “consorzio 201”, 2013, Sergio Camplone
N 42.370919823094184 E 13.36354996774847Complesso residenziale "consorzio 201"
L’Aquila, centro storico, piscina comunale “Ondina Valla”, 2013, Sergio Camplone
N 42.35604883417444 E 13.402664823759224L’Aquila, centro storico, Museo Munda presso il Forte Spagnolo, 2013, Sergio Camplone
N 42.35382188152623 E 13.405112034156476Mammuthus meridionalis: specie estinta molto diffusa nella penisola italiana all'inizio del Quaternario. L'animale, databile circa un milione di anni fa, viveva nella conca Aquilana, che all'epoca si presentava come un grande lago chiuso. Prima dell'imporsi del concetto di evoluzione della geologia moderna le popolazioni che abitavano le aree interessate dal ritrovamento di fossili di meridionalis, tendevano a dare spiegazioni fantasiose sulla loro origine, come conferma John Murray nella sua “Guida del Centro Italia del 1843”. “Gli abitanti, che ignorano la storia naturale, sostengono che per questa via sia passato Annibale e dunque ritengono che quelle ossa siano i resti degli elefanti cartaginesi”.
L’Aquila, centro storico, ponte Belvedere, 2013, Sergio Camplone
N 42.35034884115508 E 13.393346397248612L’Aquila, centro storico, piazzale Paoli, 2013, Sergio Camplone
N 42.34559959868338 E 13.39635550191851La zona Campo di Fossa, per secoli non è mai stata edificata. Una contrada popolata da spettri un luogo usato per le esecuzioni di condanne a morte. Poi una spianata usata per le baracche del terremoto del 1461, del 1703 e quello marsicano del 1915. Insomma un quartiere maledetto. Campo di fossa è il nome dell’intera zona all’estremità meridionale del perimetro fortificato de L’Aquila che nasce sulla base di un unico progetto di inurbamento fatto nella metà del Duecento. La maledizione, si estinguerà, soltanto quando tutte le chiese, tutti i monasteri e tutti i conventi del Campo di Fossa, scompariranno o per terremoti o diventeranno irriconoscibili a seguito di ristrutturazioni e mutamenti di destinazione. Nel 1883, L’Aquila organizza un festival di solidarietà a favore del devastante terremoto che ha distrutto la città di Ischia, proprio nel Campo di Fossa, che diventerà a breve il quartiere più “in” della città, dove inizia una intensa speculazione edilizia. Con la famosa “esposizione universale del 1888”, a Campo di Fossa ci fu il Concorso Agrario Regionale, agosto 1888, che ne sancì la definitiva affermazione.
L’Aquila, centro storico, via XX Settembre, 2013, Sergio Camplone
N 42.34803003957383 E 13.393025499149404Edifici residenziali nei pressi della Casa dello Studente.
Roio Poggio (L’Aquila), progetto C.A.S.E., 2013, Sergio Camplone
N 42.332744275045215 E 13.383903133368737Il DL 28 aprile 2009, n. 39 più precisamente l’articolo 12 del decreto stabiliva che l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato del Ministero dell’economia e delle finanze destinasse una percentuale degli introiti derivanti dai giochi, includendo il Gratta e vinci, 10eLotto, WinForLife, Poker Cash, Casino on Line etc… e del lotto, alla ricostruzione della città de L’Aquila e dei Comuni del cratere nella misura non inferiore a 500 milioni di euro annui a decorrere dal 2009 e fino al 2032. Secondo quanto comunicato dalla società concessionaria “Sisal”, tra il settembre 2009 e il dicembre 2012 solamente il WinForLife avrebbe fruttato 305 milioni di euro per la ricostruzione dell’Abruzzo, ma dei fondi, come denunciano gli enti locali interessati e molti comitati e associazioni di cittadini, non vi è nessuna traccia. Per quanto riguarda le cifre incamerate grazie alle videolottery, la Corte dei conti, all’interno della propria Relazione sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2012, ha precisato che “lo Stato ha incassato dal settore video-lotterie almeno 3 miliardi di euro.
Fosso Spedino (Costa Grande), 2013, Sergio Camplone
N 42.31387104060699 E 13.384253068746172Depressione carsica di crollo nei pressi dell'abitato di Roio Piano.










