In pieno vuoto
In quale modo la fotografia può raccontare le alterazioni subite da un territorio, in seguito ad un evento naturale, sul quale si esercita un modello di gestione dell’emergenza come quello messo in atto sul territorio abruzzese dopo il terremoto del 6 aprile del 2009?
Il progetto fotografico di Antonio Di Cecco parte da questa domanda per raccontare il disagio, vissuto in prima persona, e lo fa attraverso un lento processo di attraversamento dei luoghi conosciuti, finalizzato a restituire le coordinate necessarie per orientarsi in un territorio divenuto estraneo.
Le immagini sono dettagli di un quadro che si fa fatica a restituire come insieme, e che dunque necessita di uno sforzo di immaginazione da parte dell’osservatore; siamo sì in Abruzzo ma potremmo essere in un qualsiasi altro luogo in cui alla catastrofe naturale succede un progetto di abbandono da un lato e di costruzione dall’altro.
Benedetta Cestelli Guidi
Preturo (L’Aquila), villaggio M.A.P., luglio 2010, Antonio Di Cecco
N 42.382597 E 13.298013Spazi comuni intorno agli alloggi. I Moduli Abitativi Provvisori ospitano le persone che hanno la casa distrutta o inagibile nel “cratere sismico”, ovvero dei 57 Comuni attorno a L’Aquila e l’intero progetto prevede di accogliere oltre 6.000 persone. I lavori comprendono opere di urbanizzazione con la costruzione di strade, parcheggi, aree verdi e di tutti i servizi come la rete fognaria, idrica ed elettrica.
Pagliare di Sassa (L’Aquila), Progetto C.A.S.E., marzo 2010, Antonio Di Cecco
N 42.351038 E 13.317141Alberi in attesa di essere piantumati nelle aree intorno agli alloggi. I Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili sono edifici prefabbricati costruiti su piastre in cemento armato isolate sismicamente. In totale sono state realizzate 184 piastre, ripartite in 19 aree intorno all'Aquila. Concepiti in origine come strutture temporanee, gli insediamenti del Progetto C.A.S.E. hanno modificato in modo permanente il paesaggio del territorio aquilano.
L’Aquila, centro storico, Palazzetto dei Nobili, maggio 2009, Antonio Di Cecco
N 42.351498 E 13.397564Facciata del palazzo con opere provvisionali di messa in sicurezza realizzate dai Vigili del Fuoco, a seguito dei danni causati dal sisma del 6 aprile 2009.
L’Aquila, centro storico, via Corridoni, settembre 2009, Antonio Di Cecco
N 42.342574 E 13.395081Crolli causati dal sisma del 6 aprile 2009.
Bagno Grande (L’Aquila), centro storico, via Centrale, febbraio 2011, Antonio Di Cecco
N 42.307816 E 13.422113Interno di un'abitazione inagibile con opere provvisionali per la messa in sicurezza, realizzate dai Vigili del Fuoco dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Casentino (Sant’Eusanio Forconese), centro storico, via Capo la Costa, marzo 2011, Antonio Di Cecco
N 42.278265 E 13.510245Area in stato di abbandono a seguito del sisma del 6 aprile 2009.
Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), centro storico, Piazza del Popolo, luglio 2011, Antonio Di Cecco
N 42.288197 E 13.524384Fontana monumentale nascosta da una recinzione provvisionale realizzata dai Vigli del Fuoco, dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Onna (L’Aquila), Chiesa di San Pietro Apostolo, marzo 2011, Antonio Di Cecco
N 42.327678 E 13.479096Facciata della chiesa, sorretta dalle opere provvisionali di messa in sicurezza realizzate dai Vigili del Fuoco, a seguito dei danni causati dal sisma del 6 aprile 2009.
Onna (L’Aquila), via dei Calzolai, maggio 2011, Antonio Di Cecco
N 42.328315 E 13.480366Resti di un'abitazione crollata a causa dal sisma del 6 aprile 2009.
San Gregorio (L’Aquila), villaggio M.A.P., luglio 2010, Antonio Di Cecco
N 42.328179 E 13.502557Abitazioni temporanee. I Moduli Abitativi Provvisori ospitano le persone che hanno la casa distrutta o inagibile nel “cratere sismico”, ovvero dei 57 Comuni attorno a L’Aquila e l’intero progetto prevede di accogliere oltre 6.000 persone. I lavori comprendono opere di urbanizzazione con la costruzione di strade, parcheggi, aree verdi e di tutti i servizi come la rete fognaria, idrica ed elettrica.









