Antonio Di Cecco

Nato a L’Aquila nel 1978, dove vive e gestisce lo studio ContrastiUrbani. La sua ricerca indaga i processi di trasformazione dei luoghi e il rapporto tra essere umano, ambiente e tempo, affiancando alla dimensione autoriale l’attività nel campo della fotografia di architettura e di paesaggio. È rappresentato dall’agenzia Contrasto. È docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. I suoi lavori sono stati esposti in Italia, Germania, Francia, e Canada e pubblicati in volumi accademici e in riviste scientifiche e culturali. Le fotografie del suo primo libro “In pieno vuoto” (2013), dedicate alle conseguenze del terremoto del 2009 sull’Aquila e il suo territorio, sono entrate a far parte dell’archivio dell’Istituto Centrale Italiano per il Catalogo e la Documentazione del patrimonio culturale. Dal 2014 collabora con il Kunsthistorisches Institut in Florenz (Istituto Max Planck) nell’ambito del progetto “Storia dell’arte e catastrofi”, ideato e diretto da Gerhard Wolf, Carmen Belmonte ed Elisabetta Scirocco. In questo contesto, stanno per essere pubblicati il volume “Appennino sismico”, dedicato al terremoto in Italia centrale nel 2016-2017, e la piattaforma web Fragile come il paesaggio, un archivio fotografico personale sul tema delle catastrofi e delle modificazioni dei luoghi fragili del territorio italiano.