Sistema Rimozione Macerie
L’idea che ho seguito durante i giorni a L’Aquila per realizzare questo corpo di fotografie nel 2013 è quella di percorrere visivamente le possibili trasformazioni di senso che il termine macerie può subire nel processo di gestione di un post terremoto e contemporaneamente impone al territorio in cui sono originate, in questo caso: L’Aquila e il cratere del terremoto del 2009. L’interesse particolare per questa visione, per cosi dire spaziale dell’oggetto definito “macerie”, mi è scaturita dall’analisi del progetto “Sistema rimozione macerie”, il monitoraggio della rimozione delle macerie dai comuni facenti parte del cratere sismico. Attraverso questo progetto era possibile consultare e scaricare i dati, in open data ed aggiornati in tempo reale, relativi all’andamento della rimozione delle macerie, siano esse pubbliche o private, e controllare una mappa con cantieri, trasportatori e punti di conferimento. Per quanto riguarda le macerie pubbliche il processo inizia nel cantiere dove le macerie sono sottoposte ad una prima selezione e a una prima separazione. Gli operatori dividono le macerie tra ferro, legno, plastica e sovvallo. Il materiale ripulito va sui mezzi e inizia il viaggio verso i punti di raccolta e stoccaggio. Nel sito di deposito le macerie sono sottoposte ad analisi fisico-chimiche, triturazione e ulteriore separazione di eventuali residui effettuata in parte manualmente, prima di trattare il materiale per il riuso, ovvero il ripristino ambientale di una o più cave esaurite presenti nel territorio, o un eventuale riciclaggio (oltre al ripristino ambientale, infatti, gli inerti da costruzione e demolizione possono essere riutilizzati in materiali da costruzione o sottofondi stradali). Il punto di riferimento per il conferimento delle macerie pubbliche e di quelle derivanti dalle demolizioni controllate è la cava ex Teges a Paganica. Non si trattava di una semplice discarica, ma di un impianto di trattamento e selezione. Qui le macerie venivano separate (ferro, legno, inerti) e i materiali idonei venivano frantumati per essere riutilizzati come sottofondi stradali o per il ripristino ambientale della stessa cava.
Progetto realizzato in occasione di Confotografia 2013, metodi e pratiche di interazione nel territorio. Laboratorio collettivo residenziale volto alla sperimentazione di un metodo d’indagine del territorio basato sullo scambio di conoscenze tra fotografi e cittadini (a cura di Alessandra Chemollo, Roberto Sartor e Antonio Di Cecco).
L’Aquila, centro storico, via Sallustio, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.35130607569248 E 13.394947280292557L’Aquila, centro storico, via Porcinari, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.354315227274974 E 13.39640807248654L’Aquila, centro storico, via XX Settembre, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.3533706889483 E 13.39014130687149L’Aquila, dintorni della pista di atletica leggera “Isaia Di Cesare”, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.35794666749967 E 13.38549620352203L’Aquila, centro storico, via San Silvestro, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.35485772363637 E 13.397247844104635L’Aquila, centro storico, via San Bernardino, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.35043044672008 E 13.400788040558448L’Aquila, centro storico, largo Nico Carloni, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.34987447382548 E 13.394240948336812Paganica (L’Aquila), centro temporaneo smaltimento macerie, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.35013375816212 E 13.449148722012835Paganica (L’Aquila), centro temporaneo smaltimento macerie, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.35051914295147 E 13.452165631750725Barisciano (L’Aquila), centro smaltimento macerie, settembre 2013, Pierangelo Laterza
N 42.31718903188162 E 13.567877807414712









